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martedì, 24 marzo 2009

ELEFANTINO ROSA SPERANZA

                                      

Una rarità nella particolarità. La sola speranza è che l'elefantino rosa (in realtà un albino) avvistato in Botswana riesca a sopravvivere. La notizia integrale qui sotto da un lancio Ansa:

Ha appena due o tre mesi ma e' gia' famoso. Si tratta di un piccolo di elefante africano albino, di colore rosa, ripreso da un cameramen della Bbc durante le riprese di un programma televisivo. Come riportato dalla Bbc, mentre un branco di pachidermi stava attraversando il delta del fiume Okavago, in Botswana, il cameramen ha ripreso, tra gli animali, il piccolo che si proteggeva dai raggi solari nascondendosi all'ombra della madre. Mentre nella specie asiatica e' abbastanza comune, un elefante albino tra la specie africana sarebbe una vera rarita'. Secondo Mike Chase, che studia da anni gli elefanti africani, '' questo e' il primo elefante albino mai visto in Botswana. Finora - ha dichiarato Chase - ci sono stati solo tre precedenti di elefanti albini avvistati nel Kruger National Park in Sudafrica, ma mai documentati e di cui non si sa che fine abbiano fatto''. Il piccolo ripreso dal cameramen inglese potrebbe essere in pericolo di vita. ''Sopravvivere a questo raro fenomeno - ha spiegato Chase - e' molto difficile nelle aride terre africane. Il sole potrebbe infatti provocare cecita' e problemi alla pelle''. L'unica speranza restano i larghi alberi presenti nella zona e i laghi di fango in cui il piccolo potrebbe trovare ristoro dalla calura. ''Del resto - ha concluso Chase - osservando il piccolo ripararsi dal sole all'ombra della madre, sembra gia' che si stia adattando per aumentare le sue probabilita' di sopravvivere''.
postato da: paolo36 alle ore 14:01 | link | commenti
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domenica, 15 marzo 2009

LE SUPERSTAR IN PERICOLO

                              

(ANSA) - A rischio 10 'grandi specie' simbolo della biodiversita': appunto l'orso polare, i pinguini, l'elefante africano, le tartarughe marine, le tigri delle paludi del Sunderbans, balene e i delfini, oranghi, albatros, canguri e barriere coralline. Questa la mappa mondiale dell'effetto clima disegnata dal Wwf che, in vista dell'evento mondiale Earth Hour del 28 marzo, quando il mondo per un'ora spegnera' le luci, ha commissionato uno studio degli impatti possibili che i cambiamenti climatici avranno sulle specie piu' conosciute al mondo, attingendo dalle ultime pubblicazioni scientifiche. I risultati, rileva il Wwf ''sono sconvolgenti'': il 90% dei coralli della Grande Barriera Corallina potrebbe scomparire entro il 2050, lo stesso vale per il 75% dei pinguini di Adelia dell'Antartico, gli orsi polari potrebbero essere spazzati via del tutto entro la fine di questo secolo.

Questa è stata una delle notizie più trattate della settimana. L'ennesimo grido dall'allarme in difesa dell'ambiente. Tutti i media hanno puntato titoli e approfondimenti sul pericolo di estinzione per gli orsi polari, altri sui pinguini. Simboli di un mutamento generale ancora da comprendere appieno. Ovviamente non si può che essere preoccupati. Però è facile notare anche un'altra cosa: quando si parla di ambiente in pericolo si citano sempre tigri, orsi, elefanti, balene.... Le superstar dell'ecosistema.
Ma come mi ha ricordato qualche tempo fa un'amica di questo blog commentando un altro post analogo (da cui si sviluppò un acceso botta e risposta), queste sono solo la punta dell'isberg. Ogni giorno scompaiono specie che riteniamo insignificanti, molte non le conosciamo neppure. Eppure, aggiungo, sono indicatori ambientali forse ancora più importanti.
postato da: paolo36 alle ore 11:33 | link | commenti
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martedì, 10 marzo 2009

PASSERI ADDIO?

                                     

Sinceramente non è la prima volta che leggo una notizia (dall'Ansa) come quella qui sotto: i passeri sono sempre più rari. In effetti, se fate attenzione quando passeggiate per la città, si vedono sempre più colombi o gabbiani (se abitate vicino a un corso d'acqua o al mare) ma sempre meno passeri. Il motivo? Sinceramente non lo so, ma ho intenzione di approfondire il tema.

Da sempre i passeri convivono con l'uomo, negli insediamenti urbani come nelle zone a coltivazioni agricole, dove si sono adattati fino a divenire una specie 'pest' (nociva) per l'agricoltura. Oggi pero' lo scenario e' cambiato: preoccupazione e' stata espressa in questi ultimi anni dai ricercatori e dalla gente comune sulla riduzione dei passeri sia nelle aree rurali che nelle citta', tanto che specie come la Passera europea e la Passera mattugia sono attualmente classificate da BirdLife International come 'Spec 3', ossia specie in declino a livello europeo. Quali sono i motivi della crisi, e quali le soluzioni possibili per fronteggiare questo preoccupante fenomeno? Per rispondere a questi interrogativi la LIPU-BirdLife Italia, la Provincia di Pisa (Assessorato Difesa Fauna) e l'Universita' di Pisa (Centro Enrico Avanzi), organizzano un convegno internazionale dal titolo ''Passeri in crisi? Da ''pest'' a ''species of conservation concern'': biologia, problematiche e conservazione dei passeri'', che si svolgera' a Pisa venerdi 20 marzo 2009. Per tracciare il quadro della situazione passeri in Italia, la LIPU ha lanciato nel 2006 il ''Progetto SOS Passeri'', al quale ha aderito, per la parte relativa al monitoraggio, il CISO (Centro Italiano Studi Ornitologici).
postato da: paolo36 alle ore 23:40 | link | commenti
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RIPARTIRE

Quanto è passato? Otto mesi? Più o meno... Ho deciso di riprendere in mano questo blog dopo un bel po' di tempo, un trasloco e qualche altra novità. Blizzard ritorna a soffiare anche perchè, nel frattempo, ho visto che gli amici sono aumentati. E allora è meglio ripartire.
postato da: paolo36 alle ore 23:31 | link | commenti
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domenica, 29 giugno 2008

IN CERCA DI IDENTITA'

    

Ammetto: lo scatto non è dei migliori, ma è il massimo che con i miei limitati mezzi e capacità sono riuscito a fare. Tra gli occasionali (come i miei post del resto...) visitatori di Blizzard, c'è qualcuno che mi può dire di che tipo di rapace si tratta? L'ho immortalato in Provenza, durante un giro lungo le gorge du Verdon. Tutti gli aiuti sono ben accetti... Io butto lì la mia: sarà mica un avvoltoio?
postato da: paolo36 alle ore 18:17 | link | commenti (8)
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mercoledì, 28 maggio 2008

LO STRUZZO CHE FA IL GALLETTO

                                   

Lo struzzo innamorato delle zebre. Accade nello zoo di Mosca come riporta il quotidiano Moskoski Komsomolets. Da un mese il grosso uccello è stato isolato in un recinto posto accato a quelle di zebre e giraffe. Evidentemente la vicinanza lo ha turbato e, da un giorno all'altro, ha cominciato a scavalcare la recinzione facendo la corte alla bella di turno. In poche parole ha cominciata a fare il galletto... Reazioni? Le zebre per un po' lo hanno ignorato. Poi, un po' seccate, sono passate ai fatti allontanadolo a suon di calci. Le giraffe invece si spaventano ancora rifugiandosi in un angolo appena lo scorgono in avvicinamento. Ma lo struzzo non si arrende e continua imperterrito nei suoi tentativi di stringere rapporti amichevoli. Pure testardo, insomma....
 
postato da: paolo36 alle ore 22:43 | link | commenti
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domenica, 25 maggio 2008

ORSI CONTRO IL PETROLIO

                               

(ANSA) - WASHINGTON - Gli orsi polari danneggiano l'industria del petrolio. E' il parere della governatrice dell' Alaska, la repubblicana Sarah Palin, che ha annunciato un ricorso legale contro la decisione del governo federale americano di inserire gli orsi nell'elenco delle specie protette, in quanto minacciati dagli effetti del riscaldamento globale. Per Palin e altri parlamentari dello Stato degli Usa, la legge a favore degli orsi mette seriamente a repentaglio la ricerca di petrolio e gas nelle regioni a nord e a nordovest dell'Alaska che rappresentano il loro habitat principale. Per questo l'Alaska ha deciso di fare causa contro la decisione annunciata giorni fa dall'amministrazione Bush, che ha rappresentato il primo caso di una specie animale considerata protetta in virtu' delle minacce del riscaldamento globale.

I poveri orsi polari rischiano quindi di danneggiare l'economia mondiale. Inserendoli nella lista delle specie protette li si considera, ovviamente, non più cacciabili. Come difendere quindi i campi petroliferi? Atroce dilemma. Mai nessuno che si ricordi una cosa però: quella, dove centinaia di pompe perforano il ghiaccio,  è casa loro. Degli orsi, intendo...
postato da: paolo36 alle ore 20:42 | link | commenti (1)
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NATURA: CINQUE MOTIVI PER AMARLA

                               

Il Wwf elenca cinque buoni motivi per apprezzare la natura spiegandone così l'utilità. "La natura va salvaguardata anche per i servizi che puo' rendere all'uomo", ricorda l'associazione in un comunicato che affianca il dossier 'Effetto biodiversita'. Eccoli elencati qui sotto. Nulla di nuovo, per carità, ma rinfrescare la memoria è sempre utile.

1) Le foreste possono immagazzinare 1.000 miliardi di tonnellate di carbonio, impedendone l'accumulo in atmosfera con conseguenti effetti sulle dinamiche climatiche. Circa un terzo del nostro cibo proviene da piante impollinate da oltre 100.000 specie di impollinatori selvatici (pipistrelli, api, farfalle, uccelli...).

2) Consumiamo 48 milioni di tonnellate di pesce all'anno e l'80% dei paesi in via di sviluppo vive di prodotti forestali come frutta, noci, erbe e spezie.

3) L'80% della popolazione mondiale utilizza prodotti medicinali naturali e dei 150 farmaci piu' prescritti negli Stati Uniti, 118 derivano da fonti naturali (servizio medicine).

4) A ognuno di noi servono almeno 80 litri di acqua al giorno per una buona qualita' di vita, e ne occorrono 10 per produrre un foglio di carta, 140 per una tazzina di caffe', 2.000 per una t-shirt e 8.000 per un paio di scarpe, ed e' la natura a fornire tutte le materie prime che sono alla base dello sviluppo economico e industriale.

5) La capacita' degli ecosistemi di contenere eventi catastrofici come uragani, inondazioni e siccita'.
postato da: paolo36 alle ore 19:40 | link | commenti
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domenica, 04 maggio 2008

MORTE IN DIRETTA

                           

La cavalla nera che vedete distesa per terra si chiama Eight Belles e sta per essere dolcemente uccisa. E' una campionessa americana, una delle più veloci su ogni pista. La sua ultima gara è stata la celebre Kentucky Derby. Eight Belles ha appena dato vita ad uno spettacolare testa a testa con Big Brown, altro affermato corridore. Sulla dirittura d'arrivo, a pochi metri dal traguardo, la freccia nera, l'unica femmina in grado di battere un cavallo maschio, aveva appena superato il suo rivale quando, all'improvviso, ha rallentato fino ad accasciarsi al suolo con entrambe le caviglie anteriori spezzate. Nell'ippodromo è calato il silenzio. Il veterinario del Kentucky Derby si è precipitato sulla povera cavalla per verficare cosa fosse successo. Lì è iniziato il dramma. La duplice frattura è suonata subito come una condanna. La cavalla soffriva terribilmente, curarla impossibile. Quindi la drammatica decisione: un'iniezione letale e indolore per porre fine alle sofferenze e alla sua vita.  Uno spettacolo del dolore andato in diretta tv e entrato in milioni di case americane. Il New York Time ha dedicato ampio spazio alla morte della campionessa veloce come il vento.
Morta, tutto sommato, per un mero divertimento umano.
postato da: paolo36 alle ore 18:25 | link | commenti (1)
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venerdì, 02 maggio 2008

LA CORSA ALL'AVORIO

                                   

Ne ho già parlato poco tempo fa e qualche post più sotto, ma non importa. Il problema mi sembra stia diventando sempre più evidente, mi riferisco alla caccia legalizzata a specie un tempo protette.
Dopo averlo annunciato, il Sudafrica ha deciso di togliere il bando sulla caccia agli elefanti, notizia battuta da diverse agenzie negli ultimi giorni. Nel 1995 il governo Mandela decise di vietare la caccia a questi pachidermi per preservarli dall'estinzione. Dopo 13 anni il ripensamento. Secondo i dati in mano al governo presieduto da Thabo Mbeki, il numero degli elefanti aumenta del 5 per cento ogni anno e se nel 1995 erano circa ottomila, oggi sono ventimila esemplari. Un numero, evidentemente, ritenuto potenzialmente pericoloso per gli equilibri dell'ecosistema sudafricano. Ambientalisti e studiosi temono però che dietro ci sia dell'altro, ad esempio una domanda sempre più pressante di avorio.
La Cina è tra gli stati che ne richiede di più e il suo sterminato mercato farebbe gola a molti trafficanti. Gli ambientalisti ipotizzano che legalizzando la caccia, non si faccia altro che stimolare ulteriormente una domanda globale d'avorio che rischia di minacciare le popolazioni di pachidermi presenti un po' tutto il continente africano. E non è un caso che, proprio in questi giorni, siano state trovate le carcasse di 14 elefanti uccisi nel parco del Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo.
La corsa all'avorio è cominciata.

postato da: paolo36 alle ore 23:20 | link | commenti (2)
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